3.3.3.3 Forma dei nomi propri

Per determinare la forma dei nomi propri si fa riferimento ai principi adottati nella catalogazione per autori e se ne accolgono le norme e la punteggiatura interna [8]. Tuttavia, un termine non ambiguo nel catalogo per autori può presentare ambiguità se utilizzato negli indici per soggetto: per esempio, uno stesso nome può indicare il luogo geografico e l'ente territoriale. In questi casi si possono impiegare forme diverse (vedi 3.3.4).

Le indicazioni che seguono riguardano in particolare i nomi propri che non rientrano nella normativa dei codici di catalogazione per autori.

(a)  La forma preferita dovrebbe seguire l'uso linguistico corrente: sarà quella che ricorre nella letteratura e anche, presumibilmente, nella formulazione di espressioni di ricerca da parte dell'utente.

(b)  Il nome proprio è presentato in forma concisa e diretta, con gli elementi indispensabili alla chiarezza dell'individuazione; l'aggiunta di elementi complementari ha la funzione di evitare confusioni fra omonimi per rispettare il principio dell'univocità. I nomi propri sono impiegati per riferirsi a entità e non per denotarle, ossia descriverne le caratteristiche: dunque, alla forma dei nomi propri non va attribuita la finalità di rendere evidente la natura dell'entità rappresentata.

Esempi:
Tevere
Isole Tremiti
Lago di Como
Galleria del Monte Bianco
Palazzo Alliata <Pisa>
C <Linguaggi di programmazione>

Si dovrebbe evitare di associare al nome proprio espressioni descrittive, a meno che non facciano parte integrante del nome.

Esempi:
Basic
non:
Linguaggio Basic
ma:
Ferrovia Livorno-Pistoia

La forma del nome proprio può comprendere una o più qualificazioni: esse aggiungono elementi di identificazione. La qualificazione è obbligatoria per distinguere entità che hanno lo stesso nome; è, invece, facoltativa per facilitare l'identificazione dell'entità denominata.

Esempi:
Paolo Uccello. Battaglia di San Romano <Galleria degli Uffizi>
Grünewald, Matthias. Crocifissione <Musée d'Unterlinden, Colmar>
Altare di Isenheim <Musée d'Unterlinden, Colmar>
Storie della Beata Chiara <Chiesa di Santa Chiara, Montefalco>

Nei primi due esempi le qualificazioni permettono l'individuazione delle opere, distinguendole da altre con lo stesso titolo; negli altri, facoltative, ne facilitano l'identificazione.

[8] L'impiego di forme diverse per individuare la stessa entità negli indici per soggetto e nei punti di accesso del catalogo per autori non è consigliato: il principio dell'uniformità si estende, infatti, a tutto il catalogo. Il termine preferito è il punto di raccordo dei nomi, o varianti dei nomi, che possono essere formulati per indicare una determinata entità, ognuno dei quali contribuisce con uguale efficacia alle funzioni del catalogo; dunque, eventuali considerazioni sulle particolari finalità degli indici per soggetto daranno luogo agli opportuni collegamenti tra i termini preferiti e le possibili formule di ricerca.

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© AIB - EG, 1997-06 (rev. 1997-10-17). Versione sperimentale WWW corrispondente a Guida all'indicizzazione per soggetto / GRIS. - Roma : AIB, 1996 // P. 79-80

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