2.1.1 Analisi dell'enunciato di soggetto

Esaminato il documento e individuato il soggetto, l'operazione successiva consiste nell'identificare i ruoli o funzioni logiche che vi svolgono i diversi concetti. Per compiere correttamente questa operazione occorre che l'indicizzatore sappia riconoscere i ruoli all'interno delle forme grammaticali in cui vengono espressi nell'enunciato di soggetto e distinguerli da altri tipi di relazioni. Si considerino, per esempio, i seguenti enunciati:
(a)  Inquinamento dell'atmosfera
(b)  Inquinamento atmosferico
(c)  Inquinamento chimico
(d)  Motori di automobili
(e)  Motori per navi
(f)  Impianti di riscaldamento
(g)  Motori elettrici per trazione

In (a) e in (b), equivalenti, il medesimo oggetto («atmosfera») è espresso in due modi differenti: con un sintagma prepositivo («dell'atmosfera») in (a) e con un aggettivo («atmosferico») in (b); in (c) invece l'aggettivo «chimico» esprime l'agente di «inquinamento»; in (d) e in (e) la relazione partitiva (tra «motori» e «automobili», «navi») è espressa con sintagmi prepositivi introdotti da due diverse preposizioni, di e per; queste medesime preposizioni esprimono, invece, in (f) e in (g) una relazione di scopo (tra «impianti» e «riscaldamento», tra «motori elettrici» e «trazione»).

Questi esempi mostrano come uno stesso ruolo sia esprimibile nel linguaggio naturale mediante forme grammaticali differenti e, viceversa, una stessa forma grammaticale possa esprimere, a seconda del contesto, differenti ruoli.

Mostrano, inoltre, come forme grammaticali identiche sottendano in alcuni enunciati relazioni di ruolo, ossia relazioni tra concetti ciascuno dei quali svolge uno dei ruoli compresi nello schema illustrato in 2.1.2 (per esempio, tra un'azione e il suo oggetto); in altri, invece, relazioni di natura diversa, non riconducibili allo schema dei ruoli (per esempio, tra un'entità e il suo scopo). Questa distinzione è fondamentale. Le relazioni di ruolo, infatti, sono generalmente espresse mediante termini di indicizzazione indipendenti disposti nella stringa in base alle regole per l'ordine di citazione.

Esempio:
Atmosfera -- Inquinamento

Le altre, invece, sono espresse con un termine composto, ossia come relazioni tra componenti indivisibili di un unico termine di indicizzazione.

Esempio:
Impianti di riscaldamento

Si possono, infine, verificare casi in cui, pur essendo identificabili tra i componenti di un enunciato relazioni di ruolo, è preferibile mantenere, per ragioni semantiche, la forma composta.

Esempio:
Inquinamento chimico

Questi aspetti verrano discussi nei paragrafi 2.2-2.5 e 3.3.2, dove sono indicati i criteri nozionali e sintattici per facilitare il riconoscimento delle relazioni di ruolo e per distinguerle da altri tipi di relazioni. Tuttavia, allo scopo di fornire un supporto metodologico generale all'identificazione delle relazioni, si suggeriscono due modalità di analisi dell'enunciato di soggetto, distinte e complementari: la prima ne individua le componenti strutturali, la seconda stabilisce a quali tipi concettuali appartengono i concetti che ne fanno parte.

Un enunciato di soggetto ha la forma di un sintagma nominale e come tale può essere analizzato nelle seguenti componenti: (a) la testa; (b) i modificatori. La testa è l'elemento principale, il punto di partenza del sintagma, il nome dal quale dipendono gli altri elementi, i modificatori, i quali fungono da complementi o qualificazioni del nome di testa.

Per esempio, nell'enunciato «Inquinamento dell'atmosfera» la testa «inquinamento» ha come modificatore il sintagma prepositivo «dell'atmosfera». Questo tipo di analisi può essere applicato anche a strutture più complesse, come illustrato nel seguente diagramma:


Formazione professionale del personale degli enti locali ---------- ------------- --------- ----------------- | | | | testa modificatore testa modificatore -------------------- --------------------------- | | testa modificatore

L'intero enunciato ha come testa «formazione professionale» e come modificatore il complemento «del personale degli enti locali». A loro volta questi costituenti sono ulteriormente analizzabili come testa + modificatori. Così, «formazione professionale» ha come testa «formazione» e come modificatore l'aggettivo «professionale»; in «personale degli enti locali» la testa «personale» è modificata dal sintagma preposizionale «degli enti locali». L'analisi, dunque, è modulare: non solo l'intero enunciato, ma anche ciascun sintagma nominale che ne fa parte può essere analizzato nelle due componenti.

Si osservi ora come le funzioni che i diversi concetti svolgono nel soggetto dipendano dalle caratteristiche nozionali e dalle valenze sintattiche del nome o del sintagma nominale di testa. Per esempio, «formazione professionale» denota un'azione transitiva; potrà avere, dunque, come suoi complementi determinati ruoli quali l'oggetto e l'agente. Così, nell'enunciato «Formazione professionale del personale degli enti locali» la testa «formazione professionale» ha come complemento l'oggetto espresso da «personale degli enti locali». Il nome «personale», invece, designando un'entità concreta, non potrà avere come suoi complementi né un oggetto né un agente, mentre potrà stabilire altri tipi di relazioni, per esempio, con un concetto che rappresenta l'intero di cui è parte, come «enti locali» in «personale degli enti locali».

Alla distinzione tra testa e modificatori si accompagna, dunque, un'altra modalità di analisi, che consiste nel riferire un concetto (e il termine corrispondente) alla categoria semantica generale di appartenenza. Questa modalità di analisi troverà ampia applicazione nelle operazioni di controllo del vocabolario. Qui, ai fini dell'identificazione dei ruoli, si distinguono in particolare due categorie fondamentali: (a) entità; (b) attività. Tra queste due categorie e i ruoli si possono stabilire le seguenti corrispondenze:

(a)  un concetto, indipendentemente dall'appartenenza all'una o all'altra categoria, può svolgere nel soggetto più di un ruolo: sia un'entità che un'attività possono fungere da concetto chiave, da agente, da elemento dipendente ecc.;

(b)  tuttavia, la funzione di azione, che rappresenta il perno attorno al quale si dispongono gli altri concetti e che costituisce il punto di partenza dell'analisi dell'enunciato, è normalmente svolta da nomi deverbali (cioè derivanti da verbi) o, comunque, denotanti attività (per esempio, il nome di un processo o di una disciplina) e non da nomi che denotano oggetti concreti [1]. Solo i primi, infatti, possono avere complementi come l'oggetto, l'agente e il beneficiario, mentre i secondi stabiliscono solo relazioni di altro tipo che, a seconda del contesto, possono essere interpretate come partitive, possessive ecc.

La struttura funzionale di un sintagma nominale, sia esso l'intero enunciato di soggetto o una sua parte, dipende dunque dalle caratteristiche del nome di testa, ossia dal tipo concettuale (entità o attività) cui appartiene e dai ruoli che è in grado di selezionare. Riconoscere queste caratteristiche può essere di aiuto all'indicizzatore nell'identificazione dei ruoli e di altri tipi di relazioni all'interno dell'enunciato di soggetto.

Conseguentemente, questo metodo di analisi è applicato con efficacia anche nel trattamento dei termini composti, per precisare le circostanze nelle quali un termine composto debba essere mantenuto nella sua forma composta oppure scomposto in componenti separati in grado di valere come termini di indicizzazione indipendenti (vedi 3.3.2).

[1] Casi particolari in cui una funzione analoga a quella di azione è associata a nomi diversi dai deverbali sono illustrati in 2.2.4.1 e 2.2.4.3.

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© AIB - EG, 1997-06 (rev. 1997-10-17). Versione sperimentale WWW corrispondente a Guida all'indicizzazione per soggetto / GRIS. - Roma : AIB, 1996 // P. 20-23

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